La vita del maestro Fiore dei Liberi
Fiore Furlano dei Liberi de Cividale d’Austria (Fiore delli Liberi, Fiore Furlano, Fiore de Cividale d’Austria; 1340 – 1420 circa) fu un cavaliere del XIV° secolo e Maestro di Scrimia. Figlio di Benedetto delli Liberi of Premariacco, Fiore nacque nell'attuale comune di Cividale del Friuli, all'interno dell'allora Patriarcato di Aquileia. Il cognome indica il suo status sociale come membro dei milites liberi, quella che fu la classe cavalleresca appartenente al Sacro Romano Impero facente parte della fascia più bassa della nobiltà. Questi cavalieri giuravano sì devozione al proprio signore, ma rientrava nel loro diritto possedere terreni e farli ereditare alla prole, sposarsi liberamente ed essere considerati uomini liberi dinnanzi la legge. Ciò non deve stupire, quindi, che col tempo questi cavalieri liberi scompariranno proprio per volere delle classi nobili più alte, dando progressivamente vita ad una classe di miliziani completamente devota ai propri signori. Non è da escludere che, questa progressiva privazione dei diritti nobiliari, possa essere stata la causa che ha visto successivamente Fiore trasferirsi a Ferrara sotto la protezione di Niccolo III d’Este.
Nei suoi testi, Fiore dei Liberi descrive poco di sé, sebbene affermi di aver posseduto sin da giovane
una naturale inclinazione all'arte del combattimento, cominciando a praticarla fin dall'età
adolescenziale, per poi estendere i propri studi sotto innumerevoli maestri sia italiani sia tedeschi.
Fiore poté ampiamente interagire con entrambi poiché il Friuli fu al tempo territorio del Sacro
Romano Impero e, quindi, fortemente soggetta all'influenza Germanica. Sfortunatamente, per il
Maestro Friulano non tutti questi incontri furono amichevoli: Fiore ci narra di aver incontrato nei
suoi innumerevoli viaggi non pochi maestri dalle dubbie capacità, molti dei quali privi anche della
minima bravura riscontrabile in un buon studente. Inoltre, lui stesso menziona come in ben cinque
distinte occasioni si sia ritrovato a combattere in duello per difendere il suo onore contro alcuni di
questi maestri, descritti come invidiosi poiché, in realtà, non gli concedette di insegnare la sua arte.
I duelli furono tutti combattuti con spade a due mani affilate, e con addosso solamente un zuppone
d'arme ed un paio di guanti in pelle, uscendone comunque sempre vincitore e senza subire alcun
danno.
Della sua vita, Fiore descrive decisamente poco nel prologo dal tratto autobiografico. Lui cita come
suo maestro tale Johanne detto Suveno (quindi di Svevia) che fu a sua volta discepolo di Nicholai di
Toblem. Sebbene le identità di questi maestri siano attualmente incerte, è possibile ritenere che
questi individui possano essere ben conosciuti ai tempi del Maestro Friulano. Al contrario, Fiore ci
da una lunga lista di studenti che chiesero il suo aiuto, tra cui Piero Paolo del Verde, Nikolo von
Urslingen, Galeazzo Cattaneo dei Grumelli, Lancillotto Beccaria di Pavia, Giovannino da Baggio di
Milano, e Guglielmo Azzone Francesco di Castelbarco, con tanto di descrizione delle loro rispettive
gesta. Seguendo quanto descritto nel suo prologo, Fiore pare essere stato a Perugia nel 1381 quando
Piero Paolo del Verde dovette combattere in un duello con Pietro Cornuald della Corona. Poco più
tardi, fonti indirette sulla sua vita, affermano come Fiore verrà successivamente coinvolto nell'unica
esperienza militare documentata:
Con la morte del Patriarca Marquardo di Randeg, papa Urbano VI incarica a tale posizione Filippo
d'Alençon provocando due anni dopo l’inizio di una guerra civile tra Udine e Aquileia. Lo storico
Luigi Zanutto afferma nel suo libro intitolato “Fiore dei Liberi da Premariacco e i ludi e le feste
marziali in Friuli”, come Fiore abbia svolto nel 1383, tra le fila di Udine, il ruolo di comandante di
un'unità e di responsabile alle balliste, alle catapulte e alla provvigione di polvere da sparo. Dettagli
precisi di quanto avvenuto sono assai scarsi, cosa certa è l’esito che vede Udine uscire vincitrice
dalla guerra dedicando in nome del Maestro d’Armi una delle vie della città. Alcuni anni dopo
anche Padova e Pavia avranno una strada intitolata a suo nome. Successivamente, a causa delle
gravi discordie politiche create in Friuli, Filippo d'Alençon venne destituito da ogni incarico
ecclesiastico nel 1388 proprio dallo stesso papa Urbano VI cui gli aveva conferito l’incarico. Non
comparendo più il nome di Fiore nei registri municipali già dal 1384, non è possibile confermare la
sua presenza fino alla conclusione della guerra avvenuta solamente 5 anni dopo nel 1389.
Conclusasi la parentesi bellica, Fiore dei Liberi ritorna alla sua vera professione. Nel 1395, il
Maestro friulano pare essere stato in Padova con l'obbiettivo di addestrare in vista di un duello il
capitano mercenario Galeazzo Cattaneo dei Grumelli contro il Maresciallo francese Jean II Le
Maingre (conosciuto come “Boucicaut”). Cattaneo diede sfida a Boucicaut quando quest'ultimo,
alla corte di Francia, gettò discredito sul valore degli Italiani. Il duello fu alla fine organizzato a
Padova per il 15 Agosto. Sia Francesco Novello da Carrara, Signore di Padova, sia Francesco
Gonzaga, Signore di Mantova, diedero il proprio benestare. Le cronache affermano che il duello
cominciò come programmato con le lance in sella, ma Boucicaut, impaziente, scese da cavallo,
attaccando Galeazzo prima che potesse a sua volta salire sul suo destriero. L'italiano riuscì a
sferrare un colpo possente sull'elmo del francese, ma poi venne disarmato. Successivamente,
Boucicaut raggiunse la propria azza ma alla fine i Signori di Padova e di Mantova intervenirono
personalmente per mettere fine al duello.
Nel 1399 Fiore dei Liberi appare a Pavia, questa volta per addestrare Giovannino da Baggio di
Milano per un duello contro uno scudiero tedesco dal nome di Sirano. Il combattimento fu tenuto il
24 di Giugno con il beneplacido di Gian Galeazzo Visconti, Duca di Milano, della Duchessa e degli
altri nobili della Viscontea. Il duello consistette in tre colpi di lancia in sella, azza, spada a stocco, e
daga (le cronache paiono essere divergenti se si siano utilizzate armi affilate o stondate). Durante il
primo combattimento, entrambi i duellanti scelsero reciprocamente di cavalcare altri due passaggi
quando, proprio alla fine, Baggio riuscì ad impalare il cavallo di Sirano, uccidendo l'animale ma
perdendo a sua volta la lancia. Scesi a piedi, i due combattenti combatterono fino alla fine senza
riportare alcun danno grazie alla grande capacità protettive delle loro armature.
Nello stesso anno, Fiore dei Liberi fu similmente coinvolto in un altro duello, che vide protegonista
il suo studente Guglielmo Azzone Francesco di Castelbarco fronteggiarsi contro Giovanni degli
Ordelaffi. Con l'inizio del nuovo secolo, è assai probabile che Fiore possa essere entrato nelle grazie
della corte degli Estensi, al servizio di Niccolò III, Marchese di Ferrara, Modena e Parma. Come
dimostrano le dediche introduttive, fu proprio qui che il Nostro scrisse il Fior di Battaglia, e,
successivamente, giunto all'eta di 50 anni, il Flos Duellatorum.
Non si sa nulla della morte di Fiore, né quando e per quali cause avvenne, né si sa se ebbe mai
moglie e figli.