Fiore: Il Suo Maestro e i suoi allievi


Fiore dei Liberi è stato uno dei rari maestri ad aver dato fama ai suoi stessi maestri e che apprese il suo mestiere nel quattordicesimo secolo. Si ritiene che abbia imparato la sua arte da un maestro Svevo (Johanni Svevio) o Svedese ( Iohannes Suenonis- Johannes Westgothi):

“dante plenariam notitiam sum adeptus expertorum magistrorum exemplis multifariis et doctrina ytalicorum ac alamanorum Et maxime a magistro Johane dicto suueno qui fuit scholaris magistri Nicholai de toblem mexinensis diocesis”.

Questa citazione ha aperto un universo di congetture su chi potesse essere questo misterioso maestro. Ipotesi affermano che si possa trattare del maestro tedesco Johannes Liechtentauner, il quale a sua volta potrebbe essere Svevo, in quanto, all’epoca, gran parte dei maestri provenivano proprio da quella regione. Sappiamo inoltre che gli Svevi erano estremamente attivi come condottieri dopo i successi del Duca Guarnieri von Urslingen che fece fortuna in Italia con le sue barbute.


MEXINENSIS DIOCESIS*

Il maestro di “Johane dicto Suveno” nominato “Nicholai de toblem mexinensis diocesis” ha aperto un’altra serie di interrogativi. Trovare il luogo di nascita o la casa di questo ignoto maestro sembra suscitare grande interesse. Ma sarà difficile, perché nemmeno maestro Fiore sapevo che questo “toblem” sarebbe risultato sconosciuto senza nominare una regione più grande: la diocesi. Diamo un’occhiata ad alcuni di questi luoghi che ci sono stati riportati da diversi ricercatori.

CORRISPONDENTI

·         Messina: Matt Galas ha trovato un necrologio che inizia “Iohannes de Clumna que fuit archiepiscopus Mexinensis”. Messina era appunto una diocesi ed era chiamata Dioecesis Messinensis, quindi il nome combacia. E la diocesi è abbastanza vecchia per poter essere menzionata.

·         Metz: viene chiamata Dioecesis Metensis a partire dal sesto secolo e il nome combacia.

·         Meissen: in Sassonia, era chiamata Misnensis Diocesis (viene scritto “Meisnensis”), e ha origini che risalgono al 968. C’è una città chiamata Döbeln.

DA ESCLUDERE

·         Malines: in Belgio, è una diocesi. Ma l’arcidiocesi di Malines- Bruxelles venne eretta il 12 maggio 1559 ed è quindi troppo tardi.

·         Mesen: in Belgio, aveva un monastero, Monasterii Messinensis, ma non fu mai una diocesi.

·         Magenensis/Meginensis campus (Mayenfeld/Mosel vicino ad Andernach) e Mexentiae pons (Point-Sainte-Mexence in Francia) non sono affatto diocesi.

ALLIEVI FAMOSI

Più tardi, nella sua prefazione, Fiore ci dice di aver insegnato a tedeschi e italiani l’arte del combattimento. Alcuni dei nomi che ha annotato quali suoi allievi e relativi avversari possono essere identificati:

BATTAGLIA DI PEROSA (PROVINCIA DI PERUGIA)

-Allievo: Missier Piero del Verde, tedesco. Identificato come: il condottiero Pietro del Verde (Peter von Grünen, morto nel 1385), ai tempi era al nord d’Italia con la sua compagnia di briganti.

-Avversario: Missier Piero dela Corona, tedesco. Identificato come: Peter Kornwald (Pietro Cornvald, morto nel 1391) era uno dei condottieri tedeschi che vagavano per l’Italia del nord.

BATTAGLIA DI PADOVA NEL 1395

 -Allievo: Missie Galeaco di Captani di Grimello chiamado da Mantoa. Identificato come: Galeazzo da Mantova (Galeazzo Cattaneo dei Grumelli, Galeazzo Gonzaga, morto nel 1406) era un altro condottiero più o meno attivo nel nord d’Italia.

-Avversario: Missier Bucichardo de fraca. Identificato come: Jean II Le Maingre chiamato Boucicant (8 agosto 1366-21 giugno 1421) era maresciallo francese e cavaliere. Ai tempi si trovava in nord d’Italia.

PRIMA BATTAGLIA DI IMOLA

-Allievo: Misser Nicolo Wricilino, tedesco. Non identificato.

-Avversario: Nicolo Inghileso. Non identificato.

SECONDA BATTAGLIA DI IMOLA

-Allievo: Lancillotto Beccaria di Pavia (italiano, morto nel 1418). Identificato come: un condottiero che ai tempi vagava nell’Italia del nord.

-Avversario: Missier Baldassarro. Identificato come: Balthasar von Braunschweig-Grubenhagen (tedesco, 1335-1400), ai tempi si trovava in nord Italia.

BATTAGLIA DI PAVIA

-Allievo: Zohanni de Baio da Milano. Identificato come: probabilmente Jean de Bayeux da Milan (francese), ai tempi si trovava a Pavia (da non confondere con Jean de Bayeux dell’Undicesimo secolo).

-Avversario: Signorotto Sirano. Non identificato.

ULTIMA BATTAGLIA (PROBABILMENTE A MILANO O BOLOGNA)

-Allievo: Missier Azo da Castelbarcho. Identificato come: Azzone da Castelbarco (morto nel 1410), nobile e condottiero milanese che aveva relazioni col Tirolo.

-Avversario: Missie Zohani di Ordelaffi. Identificato come: Giovanni Ordelaffi, nato a Forlì, a soli 290 km dalla città di Fiore, Udine. È vissuto a Bologna a partire dal 1377 e combatté contro le truppe milanesi.

-Avversario: Missier Jacomo di Roson. Non identificato.

Quella che dapprima assomiglia a una relazione tra un maestro paneuropeo e i suoi allievi, probabilmente si tratta solo delle liti tra i vari condottieri di ventura del nord Italia e il sud dell’Austria, dove Fiore viveva e lavorava. Il nord Italia era il posto giusto in cui mercenari e relativi capi potessero fare fortuna. Fiore non ha mai viaggiato in Germania o in Francia e nemmeno nel sud d’Italia per apprendere il suo mestiere. Rimase sempre a un raggio di 800 km dalla città in cui è nata. La sua arte trae davvero ispirazione da quelle tedesca e austriaca, e non ha mai imparato nulla da un maestro dell’Italia meridionale, spagnolo, ungherese o inglese. Non era affatto un maestro paneuropeo. Ma ha fatto tantissimo per la diffusione delle arti marziali, cosa che può accadere sempre e ovunque nei luoghi in cui si incontrano tanti mercenari.

CAPITANO DI VENTURA

Nella seconda metà del 14 secolo il nord d’Italia era il posto migliore in cui i mercenari potessero guadagnare un buon salario. La maggior parte delle battaglie del Tredicesimo secolo furono combattute nell’Italia centrale (alcune minori assillavano anche il resto del paese) , l’occhio del ciclone del 14 secolo era diretto a nord. Le fazioni politiche erano in lite costante. I dissidi tra Guelfi e Ghibellini durarono 400 anni. La popolazione combatteva di continuo. I Senesi combattevano Fiorentini, il Papa e i Tedeschi, oppure saccheggiavano le città. Terze parti iniziarono ad approfittare di questa situazione.

La guerra dei Cent’anni (dal 1337 al 1453, tra il Regno d’Inghilterra e il Regno di Francia) aveva interrotto e aggravato le relazioni tra i Francesi e gli allora utili Routier (soldati mercenari). I capitani mercenari più furbi come John Hawkwood decisero di smettere di depredare poveri villaggi in Francia e si mossero verso le città più ricche del nord Italia, dove ad aspettarli vi era l’oro delle più ricche famiglie italiane. Così iniziò una guerra non dichiarata che durò anche più della Guerra dei Cent’anni. Influenzò i paesi vicini creando una cultura delle arti marziali nonché la scienza della guerra. Si ritiene che l’arte della scherma di Fiore e Liechtenauer, nata nel quattordicesimo secolo, si sia protratta fino al quindicesimo, modificando il modo di combattere degli Svevi.

Jens P. Kleinau

*Nota: non può essere Messina la diocesi "mexinensis" perché Messina in latino è "Messanensis", Metz è "Metensis", mentre l'antica diocesi di Meissen (ora unita a Dresda) aveva il nome di "Misnensis" che ci sta pure nella forma "Mixnensis" o "Mexinensis" ... per una regola fonetica che qui è lungo spiegare che inverte "e" e "i"

Maurizio Ceriani